Luoghi di transizione e sistemi di protezione
Anna d’Ambrosio
E' tempo di bilanci e quello presentato presso lo Studio Lombard DCA di Milano in apertura della stagione espositiva 2025, si chiama “Teatrini e Trasparenze“ antologica smart dell'artista Claudia Maina alla sua seconda personale in V.le Premuda 46 a Milano.
Quella di Maina, è una mostra dai molti incipit; la prima davvero completa dell’artista.
Oltre trenta lavori, si offrono al visitatore, negli ambienti suggestivi dello Studio, a suggerire una riflessione sul concetto di trasparenza nella nostra società attuale. Trasparente è l’aria e l’acqua, trasparente è la luce, è una materia, come il vetro trasparente, che l’artista sceglie come mezzo di espressione ed indagine. In senso figurato, possono essere trasparenti un gesto, un comportamento, un’allegoria, uno stile. Nei rapporti con gli altri, nella vita pubblica nella politica come nell’economia, trasparente è ciò che è chiaro, davvero pubblico, senza nascondimenti né segreti. [...]
READ MOREIL MONDO VISTO DA QUI
Paola Stroppiana
Il progetto di residenza artistica di Claudia Maina, svoltosi nel mese di luglio, si inserisce nell’ambito della rassegna Il Taccuino del Marziano (dal fortunato titolo di uno scritto di Ennio Flaiano, paradossale e arguto vademecum di sopravvivenza sociale sulla Terra visto da un alieno), promossa da Officina Con_Temporanea per la Residenza Luoghi Comuni San Salvario, grazie al contributo di Fondazione CRT e della Città di Torino. La rassegna promuove eventi che, attraverso i codici della creatività, stimolino la partecipazione attiva degli abitanti della residenza e del quartiere in interazione con gli artisti (alcuni di essi chiamati a condividerne anche l’esperienza abitativa, come in questo caso), ponendo l’attenzione sul tema dell’alterità e della condivisione, guardando alle differenze come risorsa e non limite, come apertura e scoperta di un comune sentire. [...]
READ MORETRASPARENZA: FANTASMA E MATERIA
Anna d’Ambrosio
Byung-Chul Han mette in esergo al suo testo una bella frase di Peter Handke: “Io vivo di ciò che gli altri ignorano di me”. Architetture ermetiche di vetro, miniature lignee di omini-cimice in cui l’artista ha inserito ultimamente delle piume – per dare respiro, dice –, assemblaggio per installazioni secondo un movimento verticale, realizzate da moduli diversi per tipologia e dimensione, dalla componente estetica molto potente. Quello della trasparenza è per Claudia Maina un copione interpretativo. [...]
READ MORENon una parola di più
Maria Cristina Strati
Nei film di Michelangelo Antonioni ci sono pochissime parole: a parlare sono le immagini. Un esordio del genere, in un testo come questo, rischia di far rabbrividire per la presunta banalità. Ma non è così: l’affermazione è infatti tanto più vera quanto più appare frutto di uno scontato intellettualismo, perché l’assenza di parole invita proprio a gettare via ogni pretenziosa interpretazione intellettual-salottiera per lasciare il posto a un altro modo di vedere e leggere prima il film, e poi il mondo intero. [...]
READ MORECORPI DOCILI
Carolina Lio
Cosa c'è di più fragile di un castello di carte? Un castello di bicchieri. Ed è proprio questo l'elemento più riconoscibile del lavoro di Claudia Maina, le cui installazioni sono palazzi di vetro che si arrampicano attraverso moduli in bilico. Le sue architetture improbabili sono costruite da bicchieri appoggiati l'uno sull'altro in una struttura dall'equilibrio assai precario che si inerpica su progetti pericolanti, spudoratamente deboli, abitati da omini-cimice in legno ciascuno chiuso all'interno del proprio bicchiere. [...]
READ MOREIMBALANCE and INSECURITY
Anna D'Ambrosio
Dal 01 Dec. al 15 Jan 2012 il progetto “Balance” presentato STEP09 si fa mostra con “Imbalance and Insecutity”, una collettiva in cui ciascun artista nella sua personalissima espressione tratterà di precarietà. La carenza di ideologie politiche o religiose parallelamente a una presa di coscienza dei limiti dello sviluppo a cui si è affiancato una sempre + diffusa esigenza di sobrietà e leggerezza, ha contribuito a un aumento esponenziale della creazione di opere esili, precarie o effimere ,molte delle quali condividono la caratteristica della caducità. [...]
READ MORECi sono molti tipi di artisti e tanti tipi di arte, Claudia Maina artista piemontese ha una particolarità, incanta, stupisce, coinvolge lo spettatore, e ti fa restar lì a cercare di capire cosa c’è nei suoi bicchieri e perchè sono stati messi in quell’ordine o a studiare i suoi disegni, quasi i bozzetti di un chimico o il delirio di un bambino eccentrico. In tutta questa luminosità e trasparenza c’è una logica, c’è un ordine sottile, la matematica della vita. [...]
READ MOREINTERVISTA su GLIARTIGIANAUTI
Serena Ciarcià
‘Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda’. Italo Calvino raccontava così le sue città invisibili e Claudia Maina, dopo decenni, ne ha scoperto le verità nascoste tramite le sue istallazioni d’arte [...]
READ MORELuci (di) Corpi_LOOK AT Festival 2009
Elena Marcheschi
Osservare il complesso universo dell’arte contemporanea e cercare di capire come negli ultimi anni esso sta reagendo rispetto ai movimenti disordinati e alle pressioni inquiete della crisi mondiale: la terza edizione del LookAtFestival, seguendo questa direzione, presenta le opere di otto autori italiani che si muovono ai confini del metalinguismo e dell’intermedialità, proponendo attraverso le forme espressive del video e dell’installazione una reinterpretazione artistica delle problematiche attuali e delle possibili reazioni e soluzioni alle sollecitazioni e ai cambiamenti del mondo nel quale viviamo. [...]
READ MORECantiere San Bernardo_2009
Anna Lagorio
Claudia Maina è un'artista silenziosa. Il suo lavoro procede per accumulazioni, concedendo poco spazio alla parola. A partire dalle prime sculture in terracotta: Azione, Il compatto, Camminano (2001). In questi miniteatri esistenziali, gli uomini avanzano in un'unica direzione. La superficie è piana e uniforme, non ci sono indizi né segnali disposti a guidarli. Ognuno procede da solo, riducendo gli scambi comunicativi a puri gesti, come una stretta di mano o la condivisione casuale di un attimo di riposo. [...]
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